Consigli
Caciotta Primo Sale richiamata per sospetta Listeria: ecco quale non mangiare

Il Ministero della Salute ha pubblicato un nuovo avviso di richiamo alimentare riguardante un lotto di caciotta di pecora Primo Sale. Il provvedimento è stato disposto in via precauzionale dal produttore a causa della sospetta presenza di Listeria monocytogenes, il batterio responsabile della listeriosi.
Chi ha acquistato recentemente questo formaggio è invitato a controllare attentamente il numero di lotto e il termine minimo di conservazione riportati sull’etichetta. Il richiamo, infatti, non interessa tutte le caciotte di pecora in commercio, ma soltanto il prodotto identificato nell’avviso ufficiale.
I dati della caciotta richiamata
Il prodotto interessato è una caciotta di pecora Primo Sale, commercializzata a peso e prodotta dal Caseificio Sabino Francesco.

Gruppo Facebook n.1 nel Mondo
Friggi ad aria con Lorita
Nasce per tutti coloro che possiedono una friggitrice ad aria o per chi vuole entrare in questo magico mondo. Ricette, segreti, metodi di cottura, le migliori friggitrici ad aria e come utilizzarle
Ecco tutte le informazioni necessarie per riconoscere il formaggio coinvolto:
- Denominazione di vendita: Caciotta di pecora Primo Sale
- Produttore: Caseificio Sabino Francesco
- Numero di lotto: 432_01/06/2026
- Termine minimo di conservazione: 17/12/2026
- Formato: prodotto venduto a peso
- Marchio di identificazione dello stabilimento: UE IT 17 4
- Motivo del richiamo: sospetta presenza di Listeria monocytogenes
La caciotta è stata prodotta nello stabilimento situato in Contrada Sansaniello, 85029 Venosa (PZ), in Basilicata.
Tutte le informazioni sono contenute nell’avviso di richiamo pubblicato dal Ministero della Salute e riportate anche da Il Fatto Alimentare.

Che cosa devono fare i consumatori
Chi possiede una caciotta con il lotto 432_01/06/2026 e il termine minimo di conservazione 17 dicembre 2026 non deve consumarla, anche se il prodotto presenta un odore, un colore e un aspetto apparentemente normali.
Una contaminazione microbiologica, infatti, non può sempre essere riconosciuta osservando o annusando l’alimento. In via cautelativa, il formaggio deve essere restituito al punto vendita nel quale è stato acquistato.
È consigliabile conservare l’etichetta oppure fotografarla, in modo da poter verificare con precisione il numero del lotto e tutte le altre informazioni. Per conoscere le modalità di rimborso o sostituzione è possibile rivolgersi direttamente al negozio.
Il richiamo ha carattere precauzionale: nell’avviso si parla di sospetta presenza del batterio e non di una contaminazione accertata in ogni singola forma di formaggio. La raccomandazione di non consumare il prodotto deve comunque essere rispettata.
Che cos’è la Listeria monocytogenes
La Listeria monocytogenes è un batterio che può contaminare diversi alimenti, soprattutto quelli pronti al consumo e conservati in frigorifero. Tra i prodotti sottoposti a particolare attenzione rientrano alcuni formaggi freschi o molli, salumi, pesce affumicato e preparazioni refrigerate.
Nelle persone sane l’infezione può essere priva di sintomi oppure provocare disturbi come febbre, nausea, diarrea, dolori muscolari e malessere generale. In alcuni soggetti, tuttavia, la listeriosi può assumere forme più serie.
Particolare prudenza è necessaria per donne in gravidanza, neonati, anziani e persone con difese immunitarie ridotte. Durante la gravidanza l’infezione può rappresentare un rischio anche quando i sintomi avvertiti dalla madre sono lievi.
Quotidianpost






